Cosa compone il prezzo di un trasporto dalla Cina
Un preventivo di nolo annuncia di rado l’importo finale. Tra la tariffa dichiarata e la fattura si inseriscono una regola di calcolo controintuitiva e una serie di sovrapprezzi che non sempre figurano nell’offerta iniziale. Ecco cosa compone davvero il conto.
Aggiornato a settembre 2026
Il peso che conta non è quello della bilancia
Il trasporto fattura il maggiore di due grandezze: il peso reale e il peso volumetrico, calcolato a partire dall’ingombro. Una merce leggera e voluminosa è quindi tassata sullo spazio che occupa, non su quanto pesa.
La conseguenza è diretta: su prodotti poco densi — plastica, tessile, mobili smontati, imballaggi — il confezionamento pesa sul costo di inoltro più di uno sconto strappato sul prezzo unitario. Un cartone meglio dimensionato, un prodotto consegnato smontato, un calzaggio rivisto: sono scelte che si fanno prima della produzione, non al momento di prenotare.
È anche il motivo per cui un fornitore che ottimizza l’imballaggio vi fa guadagnare due volte: sul nolo e sul numero di pallet da movimentare all’arrivo.
I sovrapprezzi che non compaiono nel preventivo
Una tariffa di nolo annunciata copre lo spostamento del container. Non copre tutto il resto, fatturato a parte e spesso assente dall’offerta iniziale:
- THC: spese di movimentazione portuale, dovute in partenza e all’arrivo, fissate dal terminal e non dal vettore
- BAF: sovrapprezzo carburante, indicizzato alla quotazione del bunker e rivisto periodicamente
- ISPS: diritto di security portuale
- Spese di documentazione: emissione della polizza di carico e trasmissione dei dati doganali
- Spese di disconsolidamento, nel trasporto di groupage, per separare il vostro lotto dagli altri all’arrivo
- Trasporto finale: dal porto al vostro magazzino, raramente incluso
La domanda da porre a uno spedizioniere non è quindi «quanto costa il nolo», ma «qual è l’importo totale a destino, tutti i sovrapprezzi compresi». Due offerte si confrontano solo a quel livello.
Da quando il container completo costa meno
Il groupage si fattura a volume; il container completo, a forfait. Esiste quindi un punto in cui il secondo diventa più economico del primo, pur non avendo di che riempirlo.
Questa soglia non è fissa: dipende dalla tariffa di groupage del momento, dalla coppia di porti e dalla stagione. Si sposta molto in avvicinamento alle chiusure cinesi, quando la domanda di groupage si satura.
Due vantaggi del container completo non si leggono sul prezzo. Viene aperto solo a destino, il che elimina un rischio di avaria e di confusione tra lotti. E il vostro termine non dipende più da quello degli altri caricatori: in groupage il container parte quando è pieno, e un ritardo di disconsolidamento all’arrivo tocca tutti.
Le spese che corrono dopo l’arrivo
Sono le più evitabili, e si accumulano in fretta. Girano due contatori, a seconda di dove si trova il container: le controstallie finché attende in banchina superato il periodo di franchigia, le spese di detention una volta che ne è uscito senza essere restituito al vettore.
Entrambe si contano per giorno e per container, e partono spesso mentre si regolarizza una pratica documentale incompleta: un numero di identificazione doganale richiesto troppo tardi, una fattura la cui descrizione non permette la classificazione, una polizza di carico originale ancora in transito postale.
In altri termini, il miglior risparmio sul trasporto non si ottiene trattando la tariffa, ma presentando una pratica che non si blocchi.
Domande frequenti
- Che cos’è il peso volumetrico?
È un peso teorico calcolato a partire dall’ingombro della merce, che il trasporto confronta con il peso reale per trattenere il maggiore dei due. Una merce leggera e voluminosa viene quindi fatturata sullo spazio che occupa. È ciò che rende determinante il confezionamento sui prodotti poco densi.
- Cosa significano THC e BAF su una fattura di trasporto?
I THC sono le spese di movimentazione portuale, dovute tanto in partenza quanto all’arrivo e fissate dal terminal più che dal vettore. Il BAF è il sovrapprezzo carburante, indicizzato alla quotazione del bunker e rivisto periodicamente. Nessuno dei due è compreso in una tariffa di nolo annunciata da sola.
- Come si confrontano due preventivi di trasporto?
Riportandoli all’importo totale reso a destino, tutti i sovrapprezzi compresi e per lo stesso incoterm. Una tariffa di nolo nuda non si confronta con nulla: a seconda di cosa includa o meno — movimentazione portuale, security, documentazione, disconsolidamento, trasporto finale — la differenza finale tra due offerte apparentemente vicine può superare la metà dell’importo.
- Da quale volume conviene un container completo?
Non esiste una soglia fissa: dipende dalla tariffa di groupage del momento, dalla coppia di porti e dalla stagione, e si sposta nettamente in avvicinamento alle chiusure cinesi. Il confronto si rifà a ogni spedizione. A parità di prezzo, il container completo conserva due vantaggi: viene aperto solo a destino e il suo termine non dipende da quello degli altri caricatori.
- Cosa sono le controstallie?
Una fatturazione giornaliera che scatta quando il container resta troppo a lungo in banchina, e che ha una gemella, le spese di detention, quando ne è uscito senza essere restituito. Ciò che le rende evitabili: partono quasi sempre durante la regolarizzazione di una pratica incompleta. Un numero EORI ottenuto prima dell’arrivo e una fattura la cui descrizione permetta la classificazione bastano quasi sempre a non vederle mai.
- Il prezzo del nolo dalla Cina è stabile?
No. Le tariffe evolvono di continuo con la capacità disponibile, la domanda, la quotazione dei carburanti e la stagione. Salgono nettamente prima delle chiusure cinesi, quando le spedizioni si anticipano. Qualsiasi stima numerica trovata online va considerata datata: solo una quotazione del momento impegna qualcuno.
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