Calcolare i dazi doganali e l’IVA all’import nell’UE
Al prezzo di fabbrica si sommano tre importi, e ciascuno si calcola su una base diversa dal precedente. Il calcolatore applica la concatenazione in vigore all’ingresso nell’Unione europea e propone le aliquote ordinarie di dieci Stati membri. Inserite i vostri numeri qui sotto: il calcolo avviene nel vostro browser e non viene trasmesso nulla.
Aggiornato a settembre 2026
Prezzo effettivamente pagato alla fabbrica, in euro.
Fino al punto di ingresso nell’Unione. In FOB, è il vostro nolo marittimo.
È legata al codice SA del vostro prodotto, non al paese. Va consultata nella banca dati tariffaria ufficiale.
- Valore in doganamerce + trasporto + assicurazione
- 11.200,00 €
- Dazi doganali4,7 % del valore in dogana
- 526,40 €
- Base IVAvalore in dogana + dazi
- 11.726,40 €
- IVA all’importazione20 % di quella base
- 2345,28 €
Costo reale
11.726,40 €
Merce, trasporto e dazi. L’IVA non vi figura: è detraibile.
Di cui IVA, detraibile
2345,28 €
In Italia si assolve in dogana e si detrae secondo le regole ordinarie: incide sulla tesoreria, non sul costo.
Calcolo effettuato nel vostro browser: non viene trasmesso nulla. Dà un ordine di grandezza e non sostituisce la dichiarazione redatta da un rappresentante doganale. Descrive l’ingresso nell’Unione europea: fuori da essa aliquote, soglie e meccanica dell’imposta sono quelle del vostro paese.
L’errore che questo calcolo corregge
La maggior parte delle stime fatte a mano applica l’aliquota IVA al prezzo della merce. Il risultato è sistematicamente troppo basso.
L’IVA all’importazione si calcola sul valore in dogana aumentato dei dazi doganali. In altri termini, grava su un importo che contiene già un’imposta. Più alta è l’aliquota daziaria, più lo scarto si allarga.
Su una pratica da 10.000 € di merce, 1.200 € di nolo e un 4,7 % di dazi, la differenza tra i due metodi supera il centinaio di euro. Su un prodotto colpito da dazi antidumping si conta in migliaia.
Dove consultare la vostra aliquota daziaria
Non la forniamo, ed è deliberato: l’aliquota dipende dalla classificazione tariffaria del vostro prodotto, non dalla sua origine. Due articoli con lo stesso nome possono ricadere in voci distinte secondo il materiale o la funzione, e la responsabilità della classificazione ricade sull’importatore.
L’aliquota si consulta nella banca dati tariffaria dell’Unione europea, interrogabile online per codice o per designazione di merce. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli mette a disposizione la propria interfaccia sullo stesso fondo documentale.
Due precauzioni prima di inserire un numero nel calcolatore:
- Verificate che nessun dazio antidumping colpisca la vostra categoria per l’origine cinese. Si somma all’aliquota ordinaria e spesso la supera.
- Su un flusso destinato a ripetersi, chiedete un’informazione tariffaria vincolante. È gratuita, fissa la classificazione per tre anni e vi mette al riparo da una contestazione retroattiva.
Le aliquote IVA ordinarie nell’Unione
Ogni Stato fissa la propria aliquota. Quella che si applica alla vostra importazione è quella del paese di immissione in consumo, all’aliquota del prodotto sul mercato interno: l’aliquota ordinaria nel caso generale, un’aliquota ridotta per le categorie che ne beneficiano.
Aliquota ordinaria, verificata a settembre 2026
| Paese | Aliquota ordinaria |
|---|---|
| Francia | 20 % |
| Belgio | 21 % |
| Lussemburgo | 17 % |
| Germania | 19 % |
| Spagna | 21 % |
| Italia | 22 % |
| Paesi Bassi | 21 % |
| Portogallo | 23 % |
| Austria | 20 % |
| Irlanda | 23 % |
Perché l’IVA non figura nel costo reale
Il calcolatore separa due importi che si confondono spesso. I dazi doganali sono un onere definitivo: entrano nel costo reale e si ripercuotono sul vostro prezzo di vendita. L’IVA non lo è per un’impresa soggetta all’imposta: detratta secondo le regole ordinarie, alla fine non costa nulla.
In Italia l’IVA all’importazione si assolve però in dogana: l’esborso iniziale esiste, salvo utilizzo del plafond da parte di un esportatore abituale. È la detrazione a renderla neutra alla fine, non l’assenza di anticipo.
Inserire l’IVA in un costo reale porta a sovrastimarlo di circa un quinto e a fissare prezzi di vendita troppo alti.
Cosa il calcolo non dice
Dà un ordine di grandezza sul regime ordinario. Tre situazioni lo eccedono:
- I dazi antidumping, propri di una categoria e di un’origine, e talvolta di un fabbricante nominativamente designato.
- Il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, che riguarda cemento, ferro, acciaio, alluminio, fertilizzanti, elettricità e idrogeno oltre le cinquanta tonnellate annue, e che condiziona l’ingresso della merce dal 2026.
- Le imposte specifiche legate ad alcuni prodotti: accise, contributi ambientali, diritti sanitari.
Nessuna delle tre si indovina da un prezzo e da un peso: si leggono nella nomenclatura, sulla voce esatta del vostro prodotto.
Domande frequenti
- L’IVA all’importazione si calcola sul prezzo della merce?
No, ed è l’errore più frequente. Si calcola sul valore in dogana aumentato dei dazi doganali, nonché delle spese accessorie fino al luogo di destino. La base dell’IVA contiene quindi già un’imposta. Applicare l’aliquota al solo prezzo della merce sottostima l’importo dovuto.
- Quale aliquota IVA applicare a un’importazione?
Quella del paese di immissione in consumo, all’aliquota applicabile al prodotto sul mercato interno di quel paese. In Italia il 22 % nel caso generale, e il 10 %, 5 % o 4 % per le categorie che beneficiano di un’aliquota ridotta. L’importazione non crea alcuna aliquota specifica.
- Bisogna includere l’IVA nel costo reale?
No, per un’impresa soggetta all’imposta che recupera integralmente la propria IVA: detratta secondo le regole ordinarie, alla fine risulta neutra. In Italia va però anticipata in dogana, il che incide sulla tesoreria anche se non sul costo. I dazi, invece, sono un onere definitivo ed entrano eccome nel costo reale.
- Dove trovare l’aliquota daziaria applicabile al mio prodotto?
Nella banca dati tariffaria dell’Unione europea, interrogabile per codice o per designazione di merce, e nell’interfaccia dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che si appoggia allo stesso fondo. L’aliquota dipende dalla classificazione del prodotto e non dalla sua origine. Verificate inoltre che nessun dazio antidumping riguardi la vostra categoria per l’origine cinese.
- Il nolo va aggiunto prima di calcolare i dazi?
Sì, altrimenti il calcolo è falsato dalla prima riga. Ciò che fa da base ai dazi non è l’importo della fattura, ma quello aumentato del trasporto e dell’assicurazione fino all’ingresso nell’Unione. Un’offerta FOB lascia quindi queste due voci a vostro carico: si sommano prima che venga applicata qualsiasi aliquota.
- Questo calcolatore trasmette i miei numeri?
No. Il calcolo avviene interamente nel vostro browser; nessun valore inserito viene inviato a un server, né registrato, né misurato. È anche ciò che permette a questo sito di funzionare senza banner di consenso ai cookie.
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